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Dopo i candidati per il vaccino contro il coronavirus di Moderna, Pfizer e Astrazeneca, anche un altro progetto statunitense – quello di Janssen, la divisione preposta della multinazionale Johnson & Johnson – approda alla fase 3 di sperimentazione clinica, che deve confermare efficacia e sicurezza su un vasto numero di persone. Come annunciato da Paul Stoffels, direttore scientifico di J&J, il nuovo trial del vaccino JNJ-78436735, che prevede una singola iniezione, coinvolgerà fino a 60mila persone in 215 centri tra Stati Uniti, Sud Africa e America del Sud.

Virus contro virus

Il vaccino Janssen sfrutta un vettore virale per suscitare la risposta immunitaria dell’organismo. In poche parole gli scienziati hanno utilizzato un altro virus, reso innocuo, e vi hanno inserito un gene che codifica per una componente specifica del coronavirus Sars-Cov-2.

Il vaccino Johnson & Johnson aveva già mostrato la propria efficacia in fase preclinica, quando è stato testato su alcuni primati, e ha superato le fasi iniziali 1 e 2 di sperimentazione clinica su un ristretto numero di volontari (400) negli Stati Uniti e in Belgio.

La fase 3

Ha dunque ricevuto l’ok per proseguire i test su un campione di popolazione più ampio. L’azienda, pertanto, ha intenzione di coinvolgere fino a 60mila persone in 215 centri distribuiti tra Stati Uniti, Sud Africa, Brasile, Colombia, Messico, Perù e Cile.

L’ampiezza del campione, sostengono gli esperti, è tale da riflettere le diversità della popolazione statunitense e non solo, così da confermare che il vaccino sia davvero sicuro e efficace per tutti.

Johnson & Johnson ha dichiarato che pubblicherà l’intero protocollo del trial clinico, con informazioni dettagliate anche sul modo in cui i ricercatori valuteranno la sicurezza e l’efficacia. Come per i vaccini di Moderna e Astrazeneca (anch’essi supportati dall’operazione Warp-Speed del governo Usa), poi, anche quello Janssen sarà supervisionato da un comitato di esperti indipendente.

I risultati della fase 3 di sperimentazione sono attesi tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, con l’obiettivo, sempre qualora tutto proceda bene, di produrre fino a 1 miliardo di dosi nel prossimo anno.

I vantaggi

Anche se un po’ in ritardo sui tempi rispetto ai rivali, il vaccino Janssen ha diversi vantaggi competitivi che ne semplificherebbero la conservazione e la distribuzione.

Innanzitutto è a single-shot, cioè qualora sicurezza e efficacia venissero confermate basterà una sola iniezione per attivare una risposta immunitaria sufficiente, mentre per gli altri vaccini attualmente in fase avanzata di sperimentazione è previsto un richiamo dopo 3-4 settimane.

Inoltre la tecnologia impiegata per realizzarlo (la piattaforma AdVac, la stessa utilizzata per il vaccino Janssen contro Ebola di recente approvazione) rende possibile la sua conservazione a temperature da frigorifero (2-8°C) per tre mesi senza che si verifichino alterazioni. I competitor, invece, devono essere conservati congelati fino a poco prima dell’utilizzo, e mantenere la catena del freddo non è sempre così facile ovunque nel mondo.

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