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Cancro allo stomaco, all’esofago, al colon-retto, al fegato e al polmone. Sono queste le forme di tumore (tra le più diffuse) che il test PanSeer sviluppato dall’università della California San Diego riesce a diagnosticare molto precocemente, fino a quattro anni prima di quanto facciano gli esami odierni. Come descritto nello studio appena pubblicato su Nature Communications, l’analisi rintraccia nel sangue i cambiamenti nella metilazione del dna e rileva, in anticipo rispetto ai test tradizionali, il cancro nel 95% dei campioni di individui malati ma ancora completamente asintomatici. Per gli autori potrebbe diventare in futuro uno screening di routine, migliorando la prognosi dei pazienti.

Trova il dna metilato

Il team di Kun Zhang della università della California San Diego collabora da anni con altri gruppi di ricerca per sviluppare test per la diagnosi precoce di diversi tipi di tumori: identificare una neoplasia ai suoi esordi, infatti, incide sulla prognosi e aumenta le chance di sopravvivenza dato che lascia aperte più opzioni di trattamento.

Per dieci anni, in particolare, gli scienziati si sono concentrati sullo sviluppo di una tecnica che consentisse di individuare il cancro in base a un processo biologico chiamato metilazione del dna. In poche parole quando il dna si replica subisce delle modifiche con aggiunta o sottrazione di gruppi chimici, per esempio gruppi metilici. Si tratta di un processo normale ma che cambia quando la cellula subisce una trasformazione in direzione cancerosa, e sono questi cambiamenti a essere individuati dal test PanSeer, che nello specifico va a cercare le modifiche chiamate CpG.

Lo studio

Per verificare le potenzialità di questo test i ricercatori hanno attinto dallo studio longitudinale di Taizhou, che tra il 2007 e il 2017 ha raccolto campioni di plasma da oltre 120mila partecipanti che si sono sottoposti a controlli medici annuali.

Il team ha messo alla prova il nuovo test analizzando i campioni di sangue di 605 persone, 191 delle quali a un certo punto hanno avuto una diagnosi di cancro. Risalendo ai campioni degli anni precedenti alla diagnosi, i ricercatori tramite Pan Seer sono stati in grado di rintracciare modifiche CpG fino a quattro anni prima che si manifestassero i sintomi (la neoplasia però c’era già, non è un test preventivo). Gli scienziati, poi, hanno applicato il test ai campioni di altri 223 pazienti oncologici, a oltre 200 campioni di tumori primari e di tessuti sani.

Ciò che hanno concluso è che attualmente PanSeer è in grado di rilevare 5 comuni forme di cancro nell’88% dei pazienti post-diagnosi con una specificità del 96%, e di individuarlo nel 95% dei campioni dei pazienti prelevati quando ancora erano asintomatici.

Risultati promettenti, che comunque dovranno essere confermati da ulteriori studi su larga scala.

“L’obiettivo finale sarebbe quello di eseguire regolarmente esami del sangue come questo durante i controlli sanitari annuali”, ha commentato Zhang. “Ma l’obiettivo immediato è testare le persone a rischio più elevato, in base all’anamnesi familiare, all’età o ad altri fattori di rischio noti”.

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