Gli scatti ci portano in Germania, dove Benjamin Stähle, vicedirettore dell’Istituto per l’intelligenza artificiale dell’Università di scienze applicate di Ravensburg-Weingarten, e Julian Krüger, capo della casa di cura Magdalena di Ehningen, testano il robot Pepper come infermiere.

In realtà, effettuano un vero e proprio test del robot in modo da capire come possa supportare i pazienti evitando, ad esempio, rischi di contagio per i medici. Allo stesso tempo, Pepper può essere operativo senza dover indossare mascherina o altri dispositivi di protezione. Non solo, il robot non accusa nemmeno stanchezza: al massimo deve solo ricaricare la batteria per tornare attivo.

Proprio durante la pandemia la tecnologia robotica ha permesso a molti ospedali di prendersi cura dei malati in maniera più sicura. Il training di Weingarten è solo un esempio di una tendenza ormai in atto: l’utilizzo – e l’integrazione – dell’intelligenza artificiale e della robotica nel campo sanitario. Uno scenario dove la ricerca punta a investire anche per migliorare le competenze degli stessi robot, ancora molto limitate in ambito infermieristico.

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