Foto scattata in Kazakistan, il 19 marzo 2020 a Almaty (foto: Ruslan Pryanikov/Afp via Getty Images)

L’ambasciata cinese in Kazakistan, paese dell’Asia centrale ed ex repubblica sovietica, negli scorsi giorni ha diramato una nuova allerta: ci sarebbe una nuova polmonite “sconosciuta, che non corrisponde a tamponi positivi per Sars-Cov-2. Ma le autorità del Kazakistan hanno negato prontamente che si tratti di una polmonite sconosciuta, e il ministro della salute in una dichiarazione di venerdì 3 luglio parla di “polmonite virale di eziologia non specificata, come riporta la Cnn. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sempre chiamata in causa in circostanze di questo genere, ha dichiarato nella conferenza di venerdì 10 luglio che la situazione è “certamente sotto la nostra considerazione” e che probabilmente “molte di queste polmoniti sono in realtà casi di Covid-19 non diagnosticato”.

L’allarme dell’ambasciata cinese in Kazakistan

Giovedì 2 luglio l’ambasciata cinese in Kazakistan riferisce che una polmonite non nota ha ucciso più di 1.700 persone, riferendo inoltre che “il dipartimento della Salute del Kazakistan e altre agenzie stanno conducendo ricerche comparative e non hanno definito la natura del virus responsabile della polmonite”. Secondo le autorità cinesi la polmonite, che non sarebbe dovuta al Sars-Cov-2, ha ucciso in tutto 1.772 persone dall’inizio dell’anno, con un aumento dei casi a partire da giugno. L’aumento ha riguardato soprattutto nelle città di Atyrau, Aqtöbe e Shymkent, tutte capitali delle omonime regioni. In particolare, stando sempre alle dichiarazioni della Cina, a giugno ci sono stati 628 decessi. Inoltre, il tasso di letalità di questa polmonite sarebbe più elevato rispetto a quella causata dal nuovo coronavirus , sempre secondo l’ambasciata cinese.

Ma il ministero smentisce che siano “polmoniti sconosciute”

Ma il ministero della Salute del Kazakistan ha prontamente che si tratti di una polmonite nuova o sconosciuta e afferma che “le informazioni diffuse da alcuni media cinesi non corrispondono alla realtà”. Il ministro della salute Aleksey Tsoy ha riferito che ci sono dei casi di polmonite di origine batterica, fungina e virale, di cui alcuni di eziologia non specificata – che non vuol dire che si tratti di un virus nuovo o sconosciuto. I casi di polmonite riferiti dal ministro sono stati 32.724 nel giugno 2020, una quantità circa quadruplicata rispetto quelli del mese di giugno 2019, che erano stati quasi 8mila.

La confusione con Covid-19 è possibile?

Ovviamente bisogna considerare che quest’anno ci sono anche le polmoniti Covid-19, che stando ai dati ufficiali dell’Oms e della Johns Hopkins University sono quasi 55mila alla data dell’11 luglio. In generale non sappiamo, come racconta il South China Morning Post, quanti di queste polmoniti negative al tampone per Sars-Cov-2 potrebbero invece essere proprio infezioni Covid-19. Il ministero, infatti, ha affermato che in linea con le indicazioni dell’Oms, sono stati classificate come polmoniti tutte quelle manifestazioni cliniche di pazienti con tampone negativo ma con sintomi analoghi a quelli di Covid-19. E anche l’Oms suggerisce che molti di questi casi potrebbero essere in realtà infezioni dovute a Sars-Cov-2 e non correttamente riconosciute.

L’allerta rimane alta

L’allerta rimane, vista anche l’emergenza coronavirus. Il Kazakistan ha dichiarato lo stato d’emergenza il 16 marzo 2020, dando il via poi a un lockdown, allentato l’11 maggio. Tuttavia, in tempi recenti con l’aumento dei casi di polmonite il lockdown è stato ripristinato in alcune aree nuovamente colpite. E l’8 luglio il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha affermato, come riferisce l’agenzia di stampa russa Tass, che la situazione della diffusione del coronavirus all’interno del paese è ancora seria, come in molti altri stati, ed è presto per allentare queste misure.

The post Una nuova polmonite sconosciuta in Kazakistan? Ma il paese smentisce e anche l’Oms non è d’accordo appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it