Uno screenshot del video realizzato dal centro da Samsung

Fino a qualche giorno fa la Monna Lisa di Leonardo Da Vinci, anche nota come Gioconda, era uno dei quadri più misteriosi della storia dell’arte e più apprezzati dai visitatori del Louvre, disposti ad aspettare ore in fila pur di vederla anche da lontano. Di recente, il dipinto – o meglio, una sua fotografia – si è tuttavia trasformata in un video in cui il soggetto più famoso della storia dell’arte parla, muove la testa e gli occhi. E non è un’illusione ottica. Come è stato possibile? Con l’intelligenza artificiale.

I ricercatori di Samsung hanno creato una banca dati con più di 7milaimmagini e hanno insegnato all’algoritmo come isolare e distinguere alcuni movimenti del volto, compresi quelli degli occhi, del naso, della bocca e delle sopracciglia. In questo modo l’intelligenza artificiale ha capito che a determinate azioni – per esempio parlare – si accompagnavano certi altri movimenti del viso – come l’apertura e la chiusura delle labbra. Finita la fase di training, i ricercatori hanno applicato l’algoritmo ad alcune immagini statiche, tra cui quella della Gioconda, e hanno fatto alcune prove.

Il risultato del loro lavoro è stato presentato in un paper e in un video che potete vedere qui sotto. Oltre alla Monna Lisa, ci sono anche Albert Einstein, Marylin Monroe e Salvador Dalì.

Si può fare di meglio?

Come avrete sicuramente notato, se avete fatto play, i video sono un po’ strani. Marylin Monroe si muove a scatti e Salvador Dalì cambia quasi sembianze nella seconda sequenza generata dall’intelligenza artificiale. Tutti gli esperti di tecnologia sono però concordi nel dire che il risultato è molto buono. Finora coloro che si sono serviti dei cosiddetti deep fake – ovvero contenuti video che ritraggono persone vere fare cose che non hanno mai fatto e dire cose che non hanno mai detto – lo hanno fatto con una quantità di dati immensa. A Samsung è bastata una sola foto, con un risparmio di tempo notevole.

Secondo il sito web statunitense Mashable, le conseguenze di questa ricerca sono “agghiaccianti”. Prima d’ora, solo le persone più esposte e fotografate potevano diventare vittime dei deepfake. Ora il rischio riguarda potenzialmente tutti noi: “Diventerà sempre più difficile distinguere i video reali da quelli falsi, considerando quanto stanno diventando potenti e facili da ottenere questi strumenti”, si legge nell’articolo di Mashable. “La speranza, è che anche gli strumenti per riconoscerli diventino più efficienti”.

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