Redatto da Oltre la Linea.

No Grandi Navi a Venezia. Non è una battaglia retrograda, né una prerogativa di soli centri sociali e No. Questo deve essere chiaro a tutti: difendere Venezia dalle grandi Navi è una battaglia di civilità, dell’anima contro l’oro, dello Spirito contro i mercanti, dei patrioti contro gli stranieri.

Da quanto  va avanti questo scempio? questo business che vede milioni – milioni- di turisti armati di calzoncini corti e macchine fotografiche ultimo modello, arrembare ogni giorno la perla  dell’Adriatico? Da troppo, troppo tempo purtroppo.

Venezia violentata dalle Grandi Navi

Il Business Grandi Navi

Gli ultimi calcoli hanno stimato il valore del business delle Grandi Navi a Venezia sui 280 milioni di euri l’anno. Una cifra imponente, che fa gola a chiunque. Così tanti soldi che nessuno vuole lasciarseli sfuggire, ma nessuno chi?

E qui viene a galla la verità. I Veneziani veri, quelli che abitano e vivono la splendida Venezia ormai sono pochi, sempre meno. Una razza in via d’estinzione. Venezia non è Disneyland, come dice una famosa pagina Facebook, eppure lo sta diventando. La dominatrice dell’Adriatico è infatti entrata in un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Venezia violentata dalle Grandi Navi

Il cortocircuito di Venezia

La città è sempre più preda del turismo, che non la arricchisce, ma anzi la distrugge. Gli abitanti, quelli veri, sono sempre meno. Se a Venezia non vivi di turismo è infatti difficile avere un lavoro stabile. Gli affitti sono alti, altissimi, le case spesso da ristrutturare e sistemare.

Le persone, pur di guadagnare, affittano le proprie stanze come Airbnb. La città si è riempita di Bed and Breakfast ed Airbnb, un continuo via vai di turisti. C’è chi affitta la propria casa senza mai ristrutturarla a turisti che pagano cifre astronimiche. E pur di guadagnare sempre più abbandona la casa paterna veneziana e va a vivere a Mestre. Il sobborgo industriale che pian piano è cresciuto sempre più, fino a diventare una grande città di 88 mila abitanti.

Svuotandosi di gente normale, che vive una vita normale, e riempiendosi di turisti, la città muore. Negozi di tutti i giorni, come i fornai, spariscono, lasciano spazio a bar e negozi di souvenir. I bar, quasi tutti praticamente in mano a Cinesi, sovraffollati di turisti vivono senza impegno, alimentati dai milioni che arrivano ogni settimana. Venezia non è un parco giochi, ma molti la trattano proprio così.

Venezia violentata dalle Grandi Navi

La MSC Opera e lo schianto

Ultimo caso, una tragedia evitata per un soffio, è quello della MSC Opera. (Sopra vedete l’immagine e fatevi un’idea). Non stiamo qui a raccontare le dinamiche degli eventi. Sappiate solo che grazie a Dio la nave si è schiantata contro delle fondamenta relativamente nuove, quelle di San Basilio. Immaginate questa bestia di 275 metri per 65mila tonnellate di stazza, perdere il controllo e andare a tutta velocità contro Piazza San Marco.

Queste Navi sono alte due volte l’edificio più alto della città ed hanno una tale mole da essere inarrestabili una volta presa una direzione. La Basilica sarebbe praticamente divelta, così come il palazzo Ducale. Meraviglie Veneziane, Venete ed Italiane.

La Storia, la tradizione, l’arte e la bellezza non possono e non devono essere messe sullo stesso piano dell’oro e del guadagno. Oggi come domani: No Grandi Navi.

(di Marco Franzoni)

 

 

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