Redatto da Oltre la Linea.

È sempre rischioso pronunciarsi in modo definitivo sulle prospettive future dei politici russi. Ora che Vladimir Putin sta svolgendo il suo quarto mandato come presidente della Russia, riprendono le discussioni su chi potrebbe essere il suo potenziale successore, poiché, a meno che la Costituzione russa non venga cambiata, si imbatterà nel divieto di detenere più di due mandati consecutivi in carica.

Inoltre, c’è la semplice realtà biologica: ad un certo punto, Putin non sarà più in grado di esercitare il potere esecutivo – e vorrà, giustamente, godersi la pensione.

Mister X: il successore di Putin

Un fatto da ricordare è che dopo la rielezione di Boris Eltsin nel 1996, e per i successivi due anni che seguirono, il nome “Vladimir Putin” non comparve da nessuna parte come successore presidenziale. Detto questo c’è un’alta probabilità che la prossima persona che occupa la cattedra presidenziale al Cremlino sia qualcuno che non è ancora nei radar – qualcuno che in questo momento potrebbe essere a lavorare nell’ombra in qualche centro provinciale o nei livelli intermedi del governo.

Inoltre, Dmitrij Medvedev, che è stato nominato per servire ancora una volta come primo ministro, ha presentato alla Duma le linee di un nuovo governo che spiazza alcune persone, come l’ex vice primo ministro Dmitry Rogozin, che è regolarmente comparso nelle liste dei russi papabili presidenti.

In qualche modo, concentrarsi sui nomi e giocare ai gioco di “chi c’è” e “chi non c’è” ci distoglie dalle questioni analitiche più importanti: ovvero identificare le caratteristiche della persona che Putin come proprio successore.

La maggiore sfida dell’erede

Se pensiamo alla storia politica di Putin come a un’opera teatrale, il primo atto è stato quello di arrestare l’allarmante declino e il crollo dello Stato russo. Il secondo è stato quello di invertire quegli effetti negativi e di iniziare la ricostruzione, un mandato che è continuato durante il periodo del tandem quando Putin ha servito come primo ministro nell’amministrazione di Dmitry Medvedev.

Il terzo atto è, dal punto di vista di Putin, una tragedia. Rileggendo il suo manifesto elettorale del 2012, il ritorno alla presidenza avrebbe dovuto essere contrassegnato dal ritorno della Russia come una delle grandi potenze mondiali, qualcosa che i Giochi olimpici invernali di Sochi hanno provato a mostrare. La crisi ucraina, tuttavia, ha fatto deragliare i piani; ha portato a un crescente allontanamento dell’Occidente e alla prospettiva dell’isolamento russo dall’economia globale.

Il sipario si innalza sul quarto atto di Putin, e la prima scena è stata la ricerca dell’uscita dalla crisi. Ciò è avvenuto in parte grazie alla partnership strategica con la Cina e al ripristino di legami preesistenti con l’Europa. Putin deve quindi riconcettualizzare la base del potere economico e strategico russo.

Improbabile Medvedev come successore di Putin

Nella misura in cui Dmitry Medvedev potrebbe non essere all’altezza di quel lavoro, è stato predisposto il palcoscenico per riportare nelle sale del potere il suo “uomo di emergenza” economico, Aleksei Kudrin.

Allo stesso tempo, Putin deve gettare le basi di un nuovo contratto sociale con la cosiddetta “Generation P” – i giovani russi le cui esperienze formative non sono state il collasso sovietico e il degrado russo degli anni ’80 e ’90, ma che hanno raggiunto la maturità politica tra prosperità e opportunità degli anni 2000.

L’obiettivo principale è quindi continuare con l’epilogo del quarto atto: il consolidamento. Il sistema creato da Putin deve essere in grado di sopravvivere al suo creatore e mostrare la sua abilità a perpetuarsi, al fine di proteggere la sua eredità.

Nel prossimo futuro dovremmo aspettarci un certo grado di continuità negli affari governativi russi, motivo per cui il gabinetto Medvedev conserva figure chiave come il ministro delle finanze Anton Siluanov.

Superare i problemi esistenti – l’economia, l’Ucraina, la Siria e l’instabilità nello spazio eurasiatico (l’Armenia potrebbe essere un precursore per gli sviluppi in Bielorussia e Kazakistan) – è la priorità immediata. Solo successivamente sarà il momento di dare il via a una nuova generazione politica.

La ricerca del profilo dell’erede

Sergei Kiriyenko, l’ex primo ministro e il primo vice capo dell’amministrazione presidenziale, ha guidato il reclutamento e il collaudo di nuovi quadri. I governatorati provinciali sono uno dei principali campi di addestramento per la prossima generazione di dirigenti russi.

Kiriyenko ha dato priorità allo sviluppo di liste di nuovi candidati “under 50” che possono essere promossi in posizioni più alte, riflettendo sul fatto che la squadra di Putin ha assorbito una lezione chiave dell’era di stagnazione di Leonid Brezhnev: fare affidamento sempre sulla stessa corte, lasciando gli anziani a svernare nei luoghi di potere, può occludere le possibilità politiche dei giovani, gettando le basi per la destabilizzazione del dell’ordine politico.

La Russia potrebbe non essere conforme alla definizione di Robert Dah di ciò che costituisce una democrazia matura, ma la possibilità prevista per Mikhail Gorbaciov e Boris Eltsin di ritirarsi pacificamente e di non essere arrestati, detenuti o esiliati contrasta favorevolmente con l’esperienza di altri stati post-sovietici. In particolare la Georgia, dove nessun presidente post-sovietico ha goduto di quel livello di sicurezza.

Il successore di Putin sarà della nuova generazione?

Nel frattempo il turnover tra i governatori russi prosegue, così che ora la maggioranza non è formata da ufficiali del KGB o compagni di Putin del governo municipale di San Pietroburgo.

C’è anche un’implicazione pratica derivante dagli Stati Uniti. Negli ultimi anni, molti dei canali normali dell’interazione U.S.A.-Russia sono stati interrotti. Molti dei membri emergenti della nuova generazione politica in Russia, pur avendo una certa esposizione verso l’Occidente, non interagiscono molto con le loro controparti americane.

Il ministro per lo Sviluppo economico Maksim Oreshkin, membro trentacinquenne del governo, ha compiuto diversi viaggi a Washington ed è conosciuto da alcuni membri della comunità degli affari, ma in gran parte rimane sconosciuto alla più ampia comunità politica, anche se è stato detto essere nella lista ristretta per i futuri candidati al ruolo di primo ministro.

Il dialogo con i russi resta comunque un punto importante per Washington, la cooperazione rappresenta uno strumento di governo che può servire gli interessi degli Stati Uniti. Soprattutto nei confronti di chi, in futuro, sarà chiamato a svolgere il non facile ruolo di successore di Vladimir Putin.

Leggi anche: Le 10 frasi più celebri di Vladimir Putin

(Tradotto e riadattato da Fabio SapettiniWho will lead Russia after Putin?)

L’articolo Vladimir Putin: chi sarà il suo successore? originale proviene da Oltre la Linea.



Leggi l’articolo completo su oltrelalinea.news