Nelle prime ore dell’11 aprile 2019, il leader di WikiLeaks, Julian Assange, è stato arrestato dalla polizia del Regno Unito. A seguito dell’arresto, sotto mandato degli Stati Uniti, Assange dovrà affrontare un processo per la divulgazione non autorizzata di documenti governativi classificati.

L’Ecuador ha ritirato lo status di asilo politico di Assange, che si trovava presso l’ambasciata a Londra, fin dal 2012. A seguito del  ritiro del sostegno dell’Ecuador, Assange è stato trascinato fuori dall’ambasciata mentre teneva una copia di “Gore Vidal: Storia dello Stato di sicurezza nazionale”.

L’arresto di Assange è il culmine di una lunga battaglia legale, durata anni, con il governo degli Stati Uniti. Gli USA intendono condannarlo, con accuse di hackeraggio a seguito della diffusione di documenti classificati.
I documenti, che includevano 391.832 rapporti sul campo dell’esercito degli Stati Uniti, sono stati pubblicati su internet il 22 ottobre 2010 e sono diventati la più grande perdita di dati nella storia militare degli USA.

L’arresto di Assange ha immediatamente spinto WikiLeaks a fare una richiesta urgente di donazioni al suo fondo ufficiale.

Migliaia di donazioni in Bitcoin

Secondo Bitcoinist, il fondo ha ricevuto ben 20.000 donazioni nelle prime 24 ore. Le donazioni sono state effettuate tramite criptovalute come Bitcoin e anche Zcash, che garantisce ulteriori livelli di privacy rispetto al primo.

L’uso del Bitcoin nelle donazioni si è dimostrato essenziale nel corso degli anni, in quanto payment provider come Paypal e Visa avevano imposto un divieto alle donazioni rivolte al sito di cui Assange è il padre. WikiLeaks ha ricevuto oltre 4.000 donazioni di Bitcoin (si stima circa 22 milioni di dollari) nel corso degli anni.

Al di là delle questioni politiche ed etiche, è fondamentale notare che la libertà garantita dal Bitcoin permette la raccolta di fondi e donazioni senza che ci sia la possibilità di essere bloccati censurati da qualcuno.

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