Al Wired Next Fest, in programma a Milano dal 24 al 26 maggio, si incontrano i leader dell’innovazione. Qualcuno ha già scritto la storia del tech, altri si proiettano nel futuro, per creare un impatto positivo destinato a lasciare un segno cross-generazionale. Al secondo gruppo appartiene Cristina Pozzi, l’imprenditrice e divulgatrice che rientra nella comunità di Young global leaders del World Economic Forum.

Pozzi figura tra i 127 giovani leader globali per il 2019 ed è l’unica italiana presente, in assoluto e tra i ventidue colleghi europei.  Nel suo curriculum spiccano una laurea in economia in Bocconi, trascorsi negli usa alla Singularity University e la fondazione, già nel 2006, della startup Wish Days. Ma il presente di Pozzi, esperta di tecnologie disruptive, è focalizzato sulla divulgazione attiva. Con questo scopo, infatti, con Andrea Dusi ha fondato Impactscool che vuole insegnare, in particolare ai più giovani, a pensare al futuro. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza e le competenze relative al cambiamento tecnologico e ai temi che esso impone a vari livelli. Le proiezioni sul domani abbondano, anche se non aiutano a capire davvero come cambieranno  sistematicamente le dinamiche di numerosi settori (a partire dal lavoro). Ma appare chiaro che a scontare i gap informativi saranno coloro che già oggi hanno una idea debole dei potenziali effetti di artificial intelligence, machine learning, stampa 3D ecc.

Anche al Wired Next Fest, Cristina Pozzi porterà quindi il suo punto di vista sulla necessità di un’alfabetizzazione tecnologica profonda, che insiste non solo sull’apprendimento delle potenzialità delle nuove tecnologie ma anche sugli impatti e sulle considerazione etiche di alcune di esse, come l’intelligenza artificiale. Pozzi, sabato 25 maggio alle ore 13:00 sul palco Y presso dei Giardini Indro Montanelli, sarà protagonista del panel “Creare un futuro open source”; dalle ore 11:00 alle ore 13:00 di domenica 26 maggio, invece, presso il Museo civico di Storia Naturale, sarà protagonista del workshop “Debate tech: impatti e considerazioni etiche sull’intelligenza artificiale”. Entrambi gli eventi sono aperti al pubblico e gratuiti ma nel secondo caso bisogna prenotarsi. Con Pozzi, saranno presenti al workshop altri ambassador di Impactscool.

Ma cosa si intende per futuro open source? La risposta di Cristina Pozzi  è chiara: “È qualcosa di accessibile a tutti, ma anche che andrebbe costruito con la partecipazione di tutti. Servono pluralità di punti di vista e la capacità di mettere in discussione i possibili scenari futuri che abbiamo di fronte se vogliamo immaginare, scegliere e costruire il migliore dei futuri possibili”.

Perché il debate tech del workshop verte su impatti e considerazioni etiche sull’IA? “L’intelligenza artificiale è una delle discipline che potrà creare più cambiamenti nel nostro futuro. Uno strumento potentissimo che può avere grandi impatti positivi e, al contempo, creare criticità per la nostra società, per la sicurezza, la salute e la libertà. Discuterne insieme per coglierne tutte le sfumature è il modo migliore per alimentare un uso consapevole e positivo di questa straordinaria invenzione umana”, conclude.

 

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