L’approccio alle cure mediche da parte dei cittadini sta cambiando grazie al digitale, dai casi più semplici (prenotare le visite) a quelli più complessi: numerose app nascono infatti per gestire in maniera innovativa i bisogni connessi a diverse patologie. Digitale quasi sempre visto come strumento di semplificazione e risparmio di tempo, ma anche il risparmio di denaro è un incentivo non da poco guardando al panorama delle prestazioni e delle cure mediche. Il tema si impone in un paese in cui, secondo il rapporto Censis – Rbm Assicurazioni Salute 2018, la spesa sanitaria privata degli italiani continua a crescere ed è aumentata del 9,6 per cento nel periodo 2013-2017.

Un dato del report che fa pensare è quello secondo cui solamente il 41% degli italiani copre le spese sanitarie con il proprio reddito: c’è un 35,6% che deve scegliere tra fare i debiti o attingere ai risparmi, un 23,3% attinge al gruzzolo messo da parte. Pagare la sanità significa rinunciare ad altro in molti casi, almeno nel 47% delle occorrenze, e nei nuclei meno abbienti i sacrifici sono più grandi.

Insomma pagare di tasca propria non è certo un tabù, ma un andazzo abbastanza comune in cui ricadono esigenze diverse, dall’acquisto di farmaci alle visite specialistiche, dalle prestazioni odontoiatriche alle protesi e a presidi. Sarà il digitale a intercettare il bisogno degli italiani di risparmiare denaro, oltre al tempo, in ambito healthcare?

In casa Intesa Sanpaolo, la divisione Smart Care, che si occupa di servizi digitali, ha infatti lanciato XMe Salute, un servizio digitale che permette di effettuare pnotazioni via app e web, senza limiti di sorta. Un servizio dedicato ai clienti del gruppo, che consente di accedere a sconti sulle prestazioni mediche nelle strutture che aderiscono al network Previmedical, che offre servizi per la sanità integrativa. Niente telefonate per prenotare e niente cash: le prestazioni infatti si pagano attraverso l’addebito sul conto o su carta di credito. Il servizio si può utilizzare attraverso il sito dedicato o l’app, che si scarica su AppStore o Google Play: le credenziali che si usano sono le stesse con cui si accede alla banca online o all’app di Intesa San Paolo. L’utente può quindi scegliere la struttura, il medico e la prestazione e indicare almeno tre preferenze per quanto riguarda il giorno e l’orario di visita. La conferma della prenotazione avviene via notifica push, per e-mail o sms, così come l’eventuale alternativa sul giorno di vista da confermare.

Un servizio, quindi, non rivolto a tutti ma ai clienti del gruppo, lanciato per integrare altri prodotti he già mirano a tutelare la salute e la persona. XMe Salute si attiva in filiale o attraverso l’internet banking, non è gratuito ma ha canone mensile unico per l’utente (free fino a sei mesi per gli over 65: tuttavia si può estendere il servizio ad altri tre utenti, non necessariamente correnstisti o parte del nucleo familiare con una lieve variazione di prezzo. I clienti con l’e-banking hanno ormai imparato ad accedere da casa a servizi più complessi di una prenotazione online via app e quindi, ragionanando in un’ottica di ecosistema, perché non sfruttare le credenziale e il collegamento al conto anche per prenotare visite e farsi addebitare il pagamento?

I servizi per la salute sono un banco di prova importante per il cambiamento culturale che richiede il digitale, più di altri segmenti. Smaterializzare e semplificare le procedure non è così semplice quando in ballo c’è la salute: come dimostravano infatti, nel 2018, i dati di un’indagine condotta dall’Osservatorio innovazione digitale in sanità della School of Management del Politecnico di Milano, condotta  su un campione di oltre 2mila cittadini, c’è ancora una certa resistenza da parte degli italiani ad accedere ai servizi sanitari di persona. Ancora molti insomma, su quel campione, prenotano visite ed esami via telefono (nel 51% dei casi) e paga le prestazioni di persona (l’83%). Numeri ovviamente connessi anche al fattoe anagrafico. Insomma, quando si parla di digitale, prima ancora che il saper fare conta l’approccio culturale, una certa fiducia negli strumenti. E, per chi online fa un bonifico, non dovrebbe essere complesso pagare anche la parcella di uno specialista, semplicemente opzionando la modalità di pagamento più comoda.

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